La Germania chiude con il nucleare

Il Friuli rischiava di trovarsi con una centrale nucleare a Monfalcone, o, peggio, nel basso Tagliamento, tra Lignano e Bibione, zone moderatamente antisismiche e con grandi disponibilità di acque. Fortunatamente la tragedia giapponese ha messo in moto un meccanismo che condurrà in pochi anni all’abbandono del nucleare e a grossi investimenti nel settore delle energie rinnovabili, soprattutto nel settore fotovoltaico, ma non solo. E infatti la Germania, il più grande paese industriale d’Europa, ha deciso di rinunciare definitivamente all’energia dell’atomo e di puntare massicciamente sulle energie rinnovabili. La Germania infatti chiuderà per sempre le sue 17 centrali: di queste, 8 sono già state fermate dopo Fukushima, e le rimanenti verranno progressivamente abbandonate, per giungere alla completa chiusura entro il 2022. L’Austria già da tempo ha deciso respingere il nucleare. La Svizzera ha recentemente operato la stessa scelta. Solo la Slovenia rimane con la centrale di Krsko, che si spera venga presto chiusa, abbandonando progetti di raddoppio. La nostra Regione deve prendere coraggio e respingere con forza ogni progetto al riguardo, temporaneamente abbandonato in vista del prossimo referendum. Progetti irresponsabili non devono essere ripresi. La Regione deve dare prova di indipendenza al riguardo, senza cercare diversivi nella proposta di partecipare al raddoppio di Krsko, di cui da parte austriaca si chiede la chiusura.

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